Guida · Il miele
Il potenziale nettarifero
Non tutte le piante sono uguali agli occhi di un'ape. Alcune offrono nettare in abbondanza, con un alto contenuto zuccherino e una fioritura prolungata; altre risultano quasi trascurabili dal punto di vista produttivo. Il potenziale nettarifero è la misura che permette di confrontarle: esprime la quantità teorica di miele — in chilogrammi per ettaro — che le api potrebbero produrre bottinando esclusivamente quella specie, nelle condizioni più favorevoli.
Come si calcola
Il potenziale nettarifero delle piante si ricava incrociando tre parametri:
- la quantità media di nettare secreto da un singolo fiore nelle 24 ore
- la concentrazione zuccherina di quel nettare
- il numero di fiori presenti per unità di superficie
Il risultato viene espresso in kg di zucchero per ettaro e poi convertito in kg di miele equivalente, considerando che gli zuccheri costituiscono circa l'80% del miele (1 kg di zucchero = 1,25 kg di miele).
In Italia, i valori di riferimento sono suddivisi in sei classi di produttività: si parte dalla classe I (meno di 25 kg zucchero/ha) fino alla classe VI, riservata alle specie più generose, con oltre 500 kg zucchero/ha.
È importante ricordare che si tratta di stime teoriche nelle condizioni ottimali: clima, suolo, varietà e andamento stagionale possono fare variare i valori anche in misura significativa.
Alcuni esempi di piante con il loro potenziale nettarifero
| Pianta | kg/ha |
|---|---|
| Albero del miele | 2500 |
| Facelia | 1250 |
| Tiglio | 1000 |
| Maggiorana | 970 |
| Borragine | 600 |
| Edera | 600 |
| Timo | 500 |
| Robinia | 500 |
| Castagno | 400 |
| Vite del Canada | 250 |
| Eucalipto | 200 |